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Destagionalizzazione turistica: le strategie

destagionalizzazione turistica

La Destagionalizzazione turistica, perché è importante conoscerla e governarla

Una delle caratteristiche del settore turistico è la stagionalità, ovvero la concentrazione dei flussi in alcuni periodi che spesso rappresenta un problema per la destinazione o struttura.

Questo fenomeno può essere governato? Sì, attraverso delle politiche di destagionalizzazione turistica. Ecco alcuni esempi:

Organizzazione di eventi

Gli eventi sono una soluzione per allungare la stagione turistica ed attrarre turisti durante la bassa stagione. Quelli di portata internazionale, in primis, attraggono un vasto pubblico e che danno una grande visibilità alla destinazione.

Il coinvolgimento dei cittadini è importante per far accrescere in loro il senso di appartenenza, così facendo la local community risulterà più accogliente.

Creazione di un marchio di qualità

Per rappresentare l’eccellenza territoriale attraverso i propri prodotti enogastronomici e/o all’ambiente attraverso le certificazioni ambientali che ne attestino la sostenibilità.

Sempre più turisti scelgono destinazioni in base all’impatto che essa ha sull’ambiente o in base all'offerta enogastronomica.

Infrastrutture materiali e immateriali di alto livello

Creazione di infrastrutture come poli golfistici, centri termali, centri congressi per attrarre diversi tipi di segmenti che viaggiano in vari periodi dell’anno. Questo permetterà di incrementare il turismo durante la stagione di spalla.

La tecnologia gioca un ruolo chiave, sviluppando siti web e App si offre la possibilità di prenotarsi la vacanza, le escursioni e biglietti in maniera autonoma. Così facendo, può reperire informazioni ma anche per vivere l’esperienza in maniera interattiva nella destinazione e nei luoghi di cultura.

Promozione e Marketing

Della destinazione, dei luoghi meno conosciuti, di percorsi tematici basati su elementi caratterizzanti, degli eventi in determinati periodi dell’anno, di tutte le potenzialità e le offerte del territorio. Una destinazione che non promuove ciò che offre non potrà mai diventare una destinazione turistica.

La promozione deve avvenire non solo attraverso persone formate e specializzate, ma anche attraverso la local community, il web e i social.

Differenziazione dei mercati

Proporre lo stesso prodotto a clienti che viaggiano in diversi periodi dell’anno per coprire l’intero anno con lo stesso prodotto turistico.

Per esempio, “puntare” sulla popolazione senile che non ha le stesse costrizioni temporali nella pianificazione delle proprie vacanze di altri segmenti come le famiglie con figli. Oppure, persone che sono soggette ai tempi di chiusura aziendale o istituzionale.

Scaglionamento dei periodi delle vacanze

Sia istituzionali che aziendali su cui possono intervenire le autorità pubbliche attraverso una programmazione scolastica che dia la possibilità alle famiglie di viaggiare in più periodi. Oppure per le aziende, in concomitanza con le chiusure annuali.

Uso di politiche di prezzo diverse

Per attrarre turisti anche durante le “stagioni morte” applicando prezzi bassi o offrendo maggiori servizi e vantaggi per incentivare l'incoming. Chi può viaggiare in più periodi dell’anno preferirà di viaggiare in bassa stagione piuttosto che in alta o media perché attratto da un’offerta più conveniente.

Turismo domestico

Molte persone tendono ad andare in vacanza all’estero pur non conoscendo la propria nazione o regione. Sviluppare consapevolezza delle bellezze presenti nel proprio territorio per aumentare il turismo interno e diminuire l’outgoing può incidere sulla destagionalizzazione.

Trasporti low cost

Capaci di creare impatti sulla stagionalità turistica perché spesso il turista sceglie una destinazione piuttosto che un’altra in base al volo più conveniente o a quello diretto.
Un fattore gestito da politiche pubbliche in quanto le autorità offrono agevolazioni alle compagnie in modo da attrarre nuovi flussi e far crescere la visibilità della destinazione.

Diversificazione dell’offerta

Oltre al turismo balneare e culturale, è importante puntare su nuove offerte come il turismo naturalistico che comprende aree naturali, riserve marine, attività montane, agriturismi e aree rurali.

Infatti, si stanno valorizzando i sistemi turistici territoriali per creare sentieri nella natura, attività didattiche e ricreative nelle masserie per far apprezzare e riscoprire le risorse e l’identità dei luoghi.

Enogastronomia e cinema

Anche l’enogastronomia è diventata oggi una vera e propria motivazione di viaggio, è considerata un nuovo modo di vivere il territorio, di conoscere il paese e le sue tradizioni attraverso il cibo.

Questo tipo di turismo è un elemento determinante per la destagionalizzazione turistica perché il turismo enogastronomico può essere praticato durante tutti i mesi dell’anno.

Secondo i dati Isnart e Unioncamere, nel 2015 il 4,7% di turisti italiani e stranieri ha soggiornato in Italia per l’enogastronomia generando un giro d’affari di 3,3 miliardi di euro.

Il Ciset rivela che la spesa media pro-capite giornaliera di un turista enogastronomico è di 193€ così ripartito: 16,8% per acquisto di vino, 12,7% acquisto di prodotti alimentari tipici, 10% artigianato locale, 20,8% ristorazione e 31,5% alloggio.

Il mercato dei prodotti locali riceve un impatto positivo perché il turista dopo apprezzato i prodotti tipici tende ad acquistarli una volta rientrato nel proprio territorio.

Un’altra forma di turismo emergente è il cineturismo, ovvero turisti che vanno a visitare luoghi che sono stati location cinematografiche e televisive.

Uno studio della Tourism Competitive Intelligence del 2012 ha rilevato che 40 milioni di turisti internazionali scelgono i viaggi in correlazione con un film. Inoltre, vengono creati pacchetti di viaggio in cui è stato girato il film e i turisti vengono portati proprio sul set cinematografico.

Il Castello di Anlwick in Inghilterra, nel quale hanno girato alcune scene di Harry Potter, riceve ogni anno 800.000 visitatori.

Sport e wellness

Il turismo sportivo attrae numerosi turisti che amano passeggiare, pedalare, nuotare, fare immersioni e sport acquatici e d’avventura.

E’ un segmento molto interessante che crea un giro d’affari di 6,3 miliardi di Euro in Italia, 10 milioni di viaggi e 60 milioni di pernottamenti, rilevati dall’ONT nel 2015.

Il turismo sportivo negli ultimi anni è passato da essere un turismo di nicchia a un turismo a uno dei segmenti che registra il più alto tasso di crescita, oltre il 150% (Osservatorio del Turismo 2016).

Il wellness tourism è una forma di turismo che attrae persone attente alla salute e al benessere psico-fisico nelle Spa o nelle terme. L’Europa è il più grande mercato turistico del benessere e termale con circa 25.000 stabilimenti, 500.000 occupati nel settore per un giro d’affari di 20Mld di euro.

Inoltre, il turista termale spende di più rispetto a quello leisure, vuole pacchetti estetici personalizzati, soggiorna in alberghi di alta categoria.

Infine, come in qualsiasi altro campo anche nel Turismo è fondamentale l’integrazione tra i principali attori del sistema territoriale.

Una destinazione di successo è tale quando vi è cooperazione tra istituzioni, tra pubblico e privato, associazioni e aziende per creare un’offerta e servizi di qualità e promuovere insieme la destinazione.

Rilevante è il ruolo del settore pubblico che deve garantire sicurezza e pulizia perché tutto ciò che sarà percepito in maniera negativa scaturirà un giudizio sull’intera destinazione.

La destagionalizzazione turistica è l'obiettivo a cui tendere sia per ampliare l'offerta turistica per nuovi target ma anche per migliorare le performance delle attività turistico ricettive.

 

Maria Elena Barbone - Dottoressa Magistrale in Progettazione e Management dei sistemi turistici e culturali
mariaelena.barbone@libero.it
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